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ALCHIMIA


Due esseri cercano di venirsi incontro da un po' di tempo.

E un'ennesima volta, sventando pregiudizi, equivoci, o il proprio ego, capita che si incontrano davvero, in un incastro che qualcuno chiama CHIMICA.. o ALCHIMIA. La stessa fra ingredienti che si sposano in una ricetta azzeccata. 

Come se le cellule dei due corpi si fossero comunicate a catena 'VIA LIBERA!' e si fossero aperte in un abbraccio con quelle dell'altro essere. Il motore, che ora li accomuna, inizia a girare e si nutre di vita vibrante, ingrana la quinta, tutto è fluido, e la comunicazione scorre e arriva in una sincronizzazione perfetta!

Non deve essere necessariamente un abbraccio in senso fisico, può anche solo essere un sorriso, una gentilezza, un ascolto o una comprensione che cambiano lo stato interiore, che arrivano improvvisi e illuminano una giornata... 

Una danza in cui si è conquistato -continuando a danzare insieme nel tempo- un momento di totale FIDUCIA!
 Cosa si vede mentre ci si guarda?



l'idea che ci siamo fatti dell'altro (e quindi noi stessi, la nostra visione del mondo, le nostre paure.. ecc.), o l'altro? 

Più frequentiamo Biodanza® più scopriamo quale delle due cose può succedere, momento per momento

E più frequentiamo Biodanza® più ci accorgiamo dell'altro, ma anche che l'umanità che ci muove è fatta della stessa pasta -seppure modellata in forme diverse, a seconda dello sviluppo dei diversi potenziali personali.

E che quindi, a un livello più profondo e trascendente dall'identità di ognuno, più vediamo noi stessi più possiamo vedere anche l'altro!
Come cellule che cercano una cooperazione


In questo inizio, insieme a altri che iniziano -io stessa sia come Facilitatrice che come corsista in altri corsi-...mi piace essere parte di questo FERMENTO...

in cui anime si incontrano -come cellule che cercano una cooperazione!

Ognuno fa spazio in sé per ascoltare, "annusare", capire cosa gli piace, cosa no. Con la testa, con la pancia, con l'intuito... 

E ognuno con la sua VISIONE DEL MONDO, delle cose, con le sue esigenze e suoi desideri, che proietta e emana sugli altri... 

Se ognuno di noi arriva a fermarsi per un dato tempo in GRUPPO piuttosto che in un altro forse non è un caso. Cerchiamo qualcosa che troviamo e/o crediamo di trovare, incontriamo un rispecchiamento che è per noi occasione di crescita, se ci diamo modo di coglierla. 
l'appartenenza


Oggi sono passata a vedere come potevo aiutare il Centro Baobab, che oltre ad accogliere regolarmente da anni centinaia immigrati africani, e a essersi dotato di una mensa per loro, un ristorante per tutti, uno piccolo studio di registrazione e sale per eventi musicali, culturali e sociali, aveva anche accolto la mia richiesta di disponibilità di uno spazio per la mia prima sessione di presentazione di Biodanza®. Dopo essersi informati di cosa fosse, ma comunque a me che per loro ero solo una passante. 

Non avevano voluto in cambio soldi, ma la possibilità di aiutare il Centro. Come? Mi è stato risposto: tu vieni ogni tanto, e vedi come puoi contribuire. 

In realtà, uso il plurale ma quel mio primo incontro è avvenuto con Daniel, che con efficienza sobria e gentile coordina il Centro.

Nel frattempo il Baobab si è riempito di un'ondata di proporzioni ben superiori al solito, un nuovo flusso di immigrati. E da più di qualche giorno, quello spazio in cui abbiamo biodanzato, e altri, sono pieni di cose portate da tutta la gente del quartiere che ha sentito di voler aiutare. 

Ieri ero passata anche io con le mie provviste e chiedendo come potevo aiutare di più, in cucina mi era stato detto di tornare l'indomani alle nove per dare le colazioni. Stamani arrivata sul posto ho saputo che avevano cominciato già dalle sette e anche finito. C'era invece una giovane ragazza romana, che con grande semplicità, calma e gentilezza smistava i generi di aiuto, da shampoo a detersivi, salviette igieniche, ecc. E ragazzi africani del Baobab che pulivano, ordinavano le provviste, lavoravano in cucina.

Una situazione del genere non mi capita spesso, ci sono varie cose che mi toccano e mi fanno sentire il bisogno di condividere.

La semplicità e la riconoscenza delle persone del Centro, che ringraziano tutti con un sorriso generoso e luminoso, da pari a pari, che non fa discriminazioni misurando quanto sei stato e come hai aiutato, e che va da persona dignitosa a persona dignitosa, senza tracce di dinamiche vittimistiche. 

L'importanza, anche in una situazione così -gente in condizioni provvisorie e in attesa di trovare una destinazione all'estero (perché l'Italia da qualche anno, come sappiamo, ha chiuso i battenti)- di un po' di leggerezza, di un po' di gioco. Ragazzi adolescenti che giocano a pallone. I bambini piccoli che si aggirano dietro le gonne delle mamme che cercano nella busta che gli porgi il giocattolo giusto. Saper trovare quello che si incontra con la loro immaginazione, con i loro desideri. Una bambina pare soddisfatta con le bolle di sapone con cui gioca già da un po'. E pure io vivo istanti di felicità riuscendo a entrare per qualche secondo in un gioco con lei... mi arriva la bolla sul viso e io fingo di volare... e lei lo rifà per vedermi rifarlo. In realtà io volo davvero con un'emozione simile a quella che ho vissuto biodanzando nella "vivencia" del volo degli aironi, con un sentimento di leggerezza, di desideri che, voglio trasmetterle, si realizzeranno - i suoi e i miei, due esseri umani che si appartengono, come aironi che volano spalla a spalla.

Tante altre cose da dire. Ma è meglio fare. 
gesti quotidiani di apertura



aver aperto le braccia tante volte, nel piacere dell'apertura, nello spunto di una musica, connessa con altri come me, in un contesto protetto e facilitante... è per me un semino che sboccia al solo ricordo e al minimo accenno del corpo, un riflesso condizionato.... aprendo a nuove emozioni di apertura in un momento in cui ne sento il bisogno. ringrazio biodanza.